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    Dalla biografia del Sito ufficiale di Vasco Rossi :

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    Il 1999 è l’anno di “Rewind”, doppio cd live che contiene il “mitico” concerto di Imola e che genera un tour di grande successo con 700.000 e più biglietti venduti.

    Il tour parte con un concerto a sorpresa per gli iscritti al fan club all’Alcatraz di Milano.

    Lo stesso anno Vasco riceve anche il prestigioso premio Lunezia dalle mani di Fernanda Pivano che, per prima, lo definisce “poeta del rock”.

    Alla vigilia del Rewind tour, il 31 maggio 1999, muore Massimo Riva, lo storico chitarrista che lascerà un vuoto incolmabile. Alla fine di quell’ anno, Vasco incide “La fine del millennio” dedicando diritti e proventi alla neonata Associazione Massimo Riva.

    L’ultima apparizione di Massimo Riva dal vivo, al concerto del 1 Maggio 1999 e in televisione al Festivalbar pochi giorni prima i morire.

    Il 12 Marzo 2000, a un anno dalla scomparsa di Fabrizio de Andrè, Vasco partecipa alla serata “per gli ultimi” organizzata dalla Fondazione de Andrè al Teatro Carlo Felice di Genova e interpreta “Amico fragile”, esibizione che rimane unica.

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    BLOG

    Unisciti al nostro Blog, parliamo di canzoni, delle più belle, delle più brutte, del loro significato, quali vorresti vedere premiate al Premio Lunezia, parliamo di aneddoti sui Big della musica, ma parliamo anche delle Tue canzoni se le scrivi.

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    Elisa

    Premio Lunezia 2005 – Autrice dell’Anno

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    Loredana D’Anghera

    Direttrice Artistica Premio Lunezia Nuove Proposte e Singer della Manifestazione

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    Negramaro

    Premio Lunezia Poesia del Rock 2006 e 2008

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    Vasco Rossi

    Premio Lunezia Poesia del Rock 1999

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    Andrea Bocelli

    Premio Lunezia nel Mondo 2010

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    Ornella Vanoni

    Premio Lunezia Pop d’Autore 2008

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    Claudio Baglioni

    Premio Lunezia 2003 per l’album “Sono io l’uomo della storia accanto”

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    Ivano Fossati

    Premio Lunezia Rock d’Autore 2009

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    Pooh

    Premio Lunezia Pop 2011

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    Laura Pausini

    Premio Lunezia nel Mondo 2007

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    Pivano e De Andrè

    Mi pare che sempre di più sarebbe necessario che invece di dire che Fabrizio è il Bob Dylan italiano, si dicesse che Bob Dylan è il Fabrizio americano.
    (Fernanda Pivano consegnando il Premio Lunezia 1997 a Smisurata preghiera)

    Fabrizio De Andrè
    Premio Lunezia 1997 per il brano “Smisurata preghiera”

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    Niccolò Agliardi

    Premio Lunezia Pop d’Autore 2011 – Niccolò Agliardi con Stefano De Martino

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    Tiziano Ferro

    Premio Lunezia Pop 2009 per il Valore Musical-Letterario dell’Album “Alla mia età”

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  • Direzione e Team

    • La Fondazione

    • Stefano De Martino

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    • Il Team

    • Ufficio Relazioni

    • Ufficio Stampa

  • Commissioni

    I seguenti critici, letterati e giornalisti (Commissione Direttiva) sono preposti, in collaborazione con la Direzione Artistica, alle segnalazioni degli autori più meritevoli, sino alla nomina dei vincitori.

    Commissione Direttiva 2011:

    Angelo Raffaele Amelio  Giornalista e Autore Televisivo

    Carlo Avarello  Direttore Artistico Premio Lunezia Sez. Big

    Pippo Baudo  Presentatore Tv, Esperto Musicale

    Giuseppe Benelli  Docente Filosofia del Linguaggio

    Roberto Benvenuto Critico Musical-Letterario

    Giordano Casiraghi    Giornalista

    Massimo Cotto  Critico Musicale

    Luciana Damiano Giornalista, Dir. Artistica ediz. 97-98-99

    Enrico Deregibus Giornalista

    Antonio de Robertis   Critico Musicale, Regista, Autore e Conduttore Radiotelevisivo

    Gianmaurizio Foderaro   Direttore Radio Uno Musica

    Federica Gentile   DJ e  Giornalista Musicale

    Cristiana Merli  Radio 2

    Pepi Morgia – Direttore Artistico Comune di Sanremo

    Antonio Ranalli Giornalista Musicale

    Dario Salvatori Critico Musicale

    Paolo Talanca  Storico della Letterarietà della Canzone

    Fabiola Trivella Critico Musical-Letterario

    Maria Cristina Zoppa Radio Uno e Web Radio Rai

  • Il Valore Musical-Letterario

    IL PREMIO LUNEZIA SCOPRE E SPIEGA IL VALORE MUSICAL-LETTERARIO DELLE CANZONI ITALIANE

    Per qualunque genere di canzone riteniamo che l’analisi musical-letteraria sia il metodo più giusto e assoluto per decretare la qualità delle canzoni italiane. Lunezia pone attenzione alle canzoni che avranno merito di entrare nell’Antologia della musical-letteratura. Con questo parametro di valutazione nascerà una ” Guida ” alle canzoni più belle secondo gli studi dei nostri esperti : un universo di capolavori che spazierà fra generi e autori di fantastica differenza.

    Stefano De Martino – Autore Premio Lunezia

    Lo studio che segue è stato redatto e sottoscritto dalla Redazione Musical-Letteraria del Premio Lunezia, formata da: Paolo Talanca (Responsabile di Redazione), Gabriele La Porta, Giuseppe Benelli, Monsignor Antonio Vigo, Riccardo Boggi, Roberto Sarra, Federica Gentile , Antonio Piccolo, Dario Salvatori, Alessandro Quasimodo, Maria Cristina Zoppa, Pierluigi “Piji” Siciliani, Alessandra Colombo , Marina Pratici, Roberto Benvenuto, Emma Sangiovanni, Giuliano Adorni, Stefano De Martino.

    IL VALORE MUSICAL-LETTERARIO

    Questo esclusivo e innovativo parametro – coniato dal Presidente della manifestazione, Stefano De Martino – riconosce nell’unione tra testo e musica un altrettanto esclusivo inscindibile segno, una unità semiotica da valorizzare come “letteratura in musica”, quindi non antologizzabile e licenziabile unicamente come poesia tout court e nemmeno solo come “oggetto musicale”. La canzone così, tutta la canzone italiana, seguendo i dettami di uno dei sei fattori della “Teoria della comunicazione” di Jakobson, trova nell’aspetto musical-letterario l’individuazione del sistema di segni del proprio codice artistico. Chirurgicamente: unire parole e musica crea per il Lunezia un unico segno, l’insieme di questi segni rappresenta il codice musical-letterario.

    Per il Lunezia, in altre parole, la canzone, dato che rappresenta un particolare tipo di comunicazione, non può accontentarsi di essere valorizzata separatamente nell’aspetto letterario o musicale, e il valore di un codice con cui veicolare un messaggio – d’amore, di protesta, di vita quotidiana, non è questo il punto – va riconosciuto secondo i parametri della musical-letterarietà.

    Entrando più nello specifico: questo codice, una volta individuato, sarà degno di avere una autonoma letteratura o, meglio, musical-letteratura; così, quando l’unione di parole e musica sarà immediatamente convincente e celebrata dal pubblico o dagli addetti ai lavori, l’opera entrerà di diritto in un virtuale “Libro della storia della canzone”.

    Quanto una canzone ha il diritto di entrare in questo libro e diventare “musical-letteratura”? Quanto una canzone ha il diritto di entrare nella Storia fino ad essere promossa a “modo di dire” o ad antonomasia? A queste domande risponde il parametro della musical-letterarietà.

    Il livello di musical-letterarietà è uno dei parametri che darà vita, inoltre, a un futuro canone della canzone.

    Aspetto importante è che, in una tale impostazione di valorizzazione, la canzone pop, la canzone d’autore e la canzone rock – tre importanti categorie, ma non le sole – non sono altro che tre generi, nell’accezione semiotica del termine che ne dà, ad esempio, una studiosa come Maria Corti: rapporto tra istanze contenutistiche e organizzazione formale. È il diverso uso del codice, il diverso motivo del suo utilizzo, che fa il genere. Si capisce bene che, in tale universo, i meriti estetici esulano dai parametri artistici soliti, per essere affrontati esclusivamente con il criterio della musical-letterarietà.

    Questi generi diversi non verranno mai confusi, come nella letteratura non si confondono romanzo d’appendice e romanzo psicologico, o come Umberto Eco differenziava “romanzo consolatorio” da “romanzo problematico”, letteratura di consumo da letteratura autentica.
    Per questo, nell’albo d’oro di una manifestazione come il Premio Lunezia, apparirà pertinente vedere figure lontane come Fabrizio De André e Biagio Antonacci, Gianmaria Testa e Laura Pausini.

    Si capisce anche, poi, come in fase di creazione artistica un singolo autore possa avvalersi di organizzazioni formali derivanti da generi diversi: è il caso, per esempio, di un artista come Claudio Baglioni, Premio Lunezia 2003, che attinge da stilemi di canzone d’autore o di canzone pop.

    Questi generi verranno celebrati – ciascuno nel proprio ambito, dai propri estimatori del pubblico e della critica – esclusivamente per il loro livello di musical-letterarietà, che il Lunezia si impegnerà sempre a motivare tramite la propria Redazione Musical-Letteraria, formata da critici del settore competenti e preparati, con alle spalle diverse pubblicazioni saggistiche sull’argomento.

    La Redazione del Premio Lunezia ha in programma la pubblicazione di un volume antologico delle canzoni italiane secondo i meriti musical-letterari.

    Essersi concentrati sull’aspetto musical-letterario non è altro che aver fatto ordine nell’ambito della ricerca di parametri più giusti per la valutazione delle canzoni.

    PAOLO TALANCA

    La Canzone Pop

    Laura Pausini, Premio Lunezia nel Mondo 2007

    Se una delle principali caratteristiche del pop è la creazione di un’icona riconoscibile che sappia immediatamente provocare nel pubblico un’individuazione, una identificazione, una condizione emozionale subitanea, la canzone pop deve, tramite l’unione di parole e musica, riuscire a tener conto di queste caratteristiche e deve quindi essere modellata da questi motivi fondamentali.

    Il testo deve essere un testo particolare, fresco e di veloce acquisizione, che sappia evitare l’utilizzo di termini inusuali per non spiazzare in nessun modo l’ascoltatore; la musica deve coinvolgere il più possibile con l’orecchiabilità e l’empatia, il tema deve essere a sua volta coinvolgente e deve tirare in ballo anche le esperienze personali di chi ascolta; la voce – forse l’aspetto più importante – deve essere immediatamente identificabile e deve risultare preziosa per il pubblico.

    A tutte queste richieste rispondono positivamente, per esempio, la figura e le canzoni di Laura Pausini. L’artista romagnola valorizza la canzone italiana grazie alle indiscusse qualità canore, al forte livello emozionale dei brani proposti, al coinvolgimento immediato e immediatamente riconoscibile che le sue canzoni provocano nel pubblico.

    Le canzoni di Laura Pausini si inseriscono nel filone della canzone melodica italiana e ne sfruttano tutta la capacità coinvolgente che da sempre la caratterizza, immergendole però nelle sonorità pop che garantiscono loro un riconosciuto respiro internazionale. Pur con temi leggeri come i patemi d’amore adolescenziali delle prime canzoni, si prenda La solitudine per tutte , la voce della cantante diventa un mezzo per esprimere i disagi del male d’amore e dei piccoli drammi giornalieri : nel brano si genera così una forza emozionale, un pathos, che è peculiare esempio del modo in cui la canzone Pop si avvale dell’arte musical-letteraria.

    E ogni volta la voce della Pausini crea una chiara espressione riconoscibile, una icona pop come i lineamenti di Marylin Monroe in una serigrafia di Andy Warhol, sfrutta le medesime caratteristiche: succede questo, in riguardo alla riproposizione dei temi d’amore, di empatia, di rispecchiamento nelle piccole gioie e piccoli dolori che sono i temi cantati da sempre da Laura Pausini.

    PAOLO TALANCA

    La Canzone d’Autore

    Smisurata preghiera, Fabrizio De André, Premio Lunezia 1997

    Nella “canzone d’autore” le parole, senza renderle orfane della consapevolezza che solo in quella precisa musica hanno un contesto e il modo di essere date, risultano decisive per l’elemento di scambio di esperienze, sensazioni, concetti che fanno la spola tra autore e ascoltatore per via di stratagemmi che spesso sono propri della poesia: immagini convincenti, figure retoriche, metriche, tratti soprasegmentali fonici e non, sono necessariamente i medesimi della poesia, anche se utilizzati in quel particolare frangente creativo che non può prescindere da quella melodia e successione armonica. Anche quando il dispiegarsi del testo ha un andamento più prosaico e narrativo, in questi autori non manca mai la particolarità intertestuale di un tema caro, una poetica ben riconoscibile, un identificabile modo di creare, comunicare ed esprimersi. Ma la risultanza identificabile non è mai creata modellando la propria produzione al gusto del pubblico, non si va verso il pubblico; l’identificazione è rilevata a posteriori ed investe la cifra stilistica dell’autore e le mille diverse possibili reazioni del fruitore. L’arte e la reazione creata non è mai univoca.
    Queste canzoni permettono, insomma, un rapporto confidenziale e osmotico, di creazione e ri-creazione accuratamente artigianale tra autore e fruitore. Così ci si muove, grazie all’assenza di univocità, si crea vita e, come visto sopra, si rende all’arte artigiana il suo giusto significato.

    PAOLO TALANCA

    Possiamo immaginare, schematizzando, la canzone d’autore come contrapposta alla canzonetta commerciale o più dichiaratamente pop. L’intenzione musical-letteraria è dichiaratamente artistica, non di costume, non di mercato, non di identificazione preconcetta. Anche se spesso sa fare costume da vendere e crea identificazione. Ma, ad ogni modo, la spinta dovrebbe essere in primo luogo artistica.

    Il caso di Smisurata preghiera è un caso emblematico di grande canzone d’autore.
    L’ultimo grande capolavoro di Fabrizio De André.

    Ultimo perché tratto dal suo tredicesimo e ultimo album di inediti, Anime salve (1996), la meravigliosa opera scritta a quattro mani con Ivano Fossati, probabilmente tra i dischi più importanti della discografia di entrambi. Un lavoro di rara raffinatezza musical-letteraria, 9 tracce di altissimo profilo musicale e testuale (Princesa, Khorakhanè, Anime salve, Dolcenera, Le acciughe fanno il pallone, Disamistade, Â cùmba, Ho visto Nina volare, Smisurata preghiera) tutte entrate di diritto nella storia della canzone italiana. Musicalmente, Anime salve, può essere forse considerato l’album più ricco di Fabrizio De André in cui, oltre alla sapiente mano di Ivano Fossati, si notano il curatissimo lavoro di arrangiamento di Piero Milesi e la solida formazione composta dai migliori musicisti di canzone che abbiamo in Italia, come ad esempio il batterista Ellade Bandini e il chitarrista Michele Ascolese, ma anche, speciali presenze, Franco Mussida, Riccardo Tesi, i figli di Fabrizio, Cristiano e Luvi, e la moglie Dori Ghezzi.

    Smisurata preghiera è peraltro l’ultima traccia del disco, quasi un congedo definitivo, una summa tematica dell’album tutto e, in un certo senso, dell’intera produzione di De André. Ultimo ne è la parola chiave. Agli ultimi è dedicato Anime salve, agli emarginati, agli “spiriti solitari”, come suggerisce l’etimologia del titolo. Così come i dimenticati, i reietti, tutti quelli che viaggiano “in direzione ostinata e contraria” sono da sempre i soggetti nei quali Fabrizio De André ha scavato con maggiore profondità, con più alta grazia, con impareggiabile capacità descrittiva.

    Di conseguenza Smisurata preghiera è considerata il testamento spirituale di De André. La preghiera smisurata perché enorme, universale, ma anche perché fuori misura, improbabile, la richiesta di un impossibile riscatto da parte del popolo dei “servi disobbedienti alle leggi del branco” che in nome della libertà hanno scelto la strada della solitudine, la strada della diserzione. Tratto e ripensato a partire dalla saga di poesie dello scrittore colombiano Alvaro Mutis su Maqroll Il Gabbiere, il brano si apre con una figura ritmica molto caratterizzante portata dall’ottimo Elio Rivagli sulla quale si appoggia la corposa e cruda voce di Fabrizio, che nell’incipit testuale ritrae le orribili fattezze della maggioranza, “alta sui naufragi”, “china e distante sugli elementi del disastro”, attraverso un’inversione di soggetto e complemento di modo, geniale perché lunghissima, tanto da non risolversi neanche alla fine della prima strofa ma addirittura alla fine della seconda con quel “la maggioranza sta” così interessante da poterci trovare anche il significato che si usa giocando a sette e mezzo del verbo stare. La maggioranza non ha bisogno di nient’altro, “sta”, è sazia, satolla, pur alimentando il peggio, guidando guerre e devastazioni e pur dovendo continuamente autoalimentarsi attraverso “inesauribili astuzie”, “superbie”, “ambizioni meschine” e “millenarie paure”. Il testo continua rincarando la dose, e la musica, di conseguenza, infoltisce la figura ritmica rendendosi maggiormente ostile e plumbea, mentre la voce descrive ulteriormente in che modo la maggioranza sta alla minoranza, ovvero “come una malattia, come una sfortuna, come un’anestesia, come un’abitudine”.
    A questo punto si chiude nettamente la prima parte, descrittiva, e si passa nel secondo blocco all’invocazione vera e propria, alla preghiera rivolta direttamente al Signore. E, alzando il tiro, alzando lo sguardo al cielo, alzando il livello da quello bassissimo della scandalosa maggioranza fino all’altissima grazia di chi “tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità”, non poteva che alzarsi anche la tonalità del brano, esattamente di un tono, esattamente in un magistrale esempio di arte musical-letteraria. Ancora un preludio alla richiesta vera e propria con una descrizione dell’obiettivo della preghiera, ovvero, gli ultimi, appunto, fino ad arrivare al luminosissimo, purissimo finale, la chiusura di un cerchio, il finale di una canzone come il finale di un’intera poetica, il finale di una vita per l’inizio di un riscatto: “non dimenticare il loro volto, che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti, come una svista, come un’anomalia, come una distrazione, come un dovere”. A suggellare la preghiera una lunghissima coda strumentale che va via diradandosi fino a toccare i 7 minuti e qualche secondo. A chiudere il brano, a chiudere il disco, a chiudere un’opera quasi quarantennale.

    L’ultimo smisurato capolavoro di Fabrizio De André.

    PIERLUIGI ” PIJI ” SICILIANI

    La Canzone Rock

    Sulla mia strada, in Miss Mondo, Luciano Ligabue, Premio Lunezia 2000

    Senz’altro riconducibile a moltissime soluzioni formali, la canzone rock si rende però immediatamente riconoscibile per la sua precisa esplosione di aggressività, intesa come liberazione, sollievo, magari riscatto. All’origine una branca del blues, ne semplifica i ritmi e tende a schematizzarli, per lasciare spazio ad una fluidità che permetta di sfogare meglio l’insita necessità di ribellione (dunque suoni elettrici, spesso distorti, affiancati da un canto difficilmente pulito e magari urlato).

    Accostabile alla cultura beat e a molti movimenti conflittuali specie degli anni ’60, la canzone rock più tipica mantiene nel tempo l’idea forte di un’anti-convenzionalità, anche se non circoscrivibile ad un ambito politico, anzi più vicina ad argomenti sociali, anche per quanto riguarda i rapporti interpersonali. Si condensano dunque parallelamente una musica elettrica ed un testo altrettanto elettrico, che nella maggior parte dei casi – partendo da una vera e propria sofferenza interiore – esprime una rivendicazione di libertà, magari di identità, o forse persino di leggerezza.

    L’opera di Luciano Ligabue – come qualunque altra forma di rock – assorbe esperienze diverse tra loro, dal beat italiano a quello americano, dal rock&blues fino alle più recenti forme di rock, senza tenere conto del legame (perlomeno affettivo) che ha con la canzone d’autore italiana. Tuttavia, sono rintracciabili alcune delle linee guida indicate: una sofferenza dovuta alla precarietà del proprio ruolo (come uomo, non come artista) nella società; attaccamento al viaggio e al vagabondaggio tipicamente beat (temi come le strade, le autostrade, le automobili e persino i caselli ricorrono nella sua opera); la rivendicazione di un’identità forte e precisa nel continuo riferimento alle sue origini geografiche; una voce arrochita e incattivita dal proprio malessere. Un esempio abbastanza rappresentativo, a questo proposito, è riscontrabile nel brano Sulla mia strada, di evidente e voluta semplicità formale, che ad un intreccio di chitarre elettriche e un ritmo elementare ma coinvolgente, affianca tematicamente una forte dichiarazione di coerenza. Dopo aver elencato come gli altri – la collettività, la società – desiderano che sia, l’io lirico (in questo caso giustificatamente identificabile con l’autore stesso), ha un moto di ribellione, su un ritmo che decelera prima di risalire ed esplodere nel ritornello-dichiarazione, un momento di efficace espressione musical-letteraria: “di’ un po’: te come ti vogliono?”. Dunque, ecco la ribellione e l’attaccamento alle proprie radici (geografiche e culturali, non a caso espresse dall’immagine della strada, la propria):”sono vivo abbastanza / per di qua / comunque vada / sempre sulla mia strada”. Una sorta di che colpa abbiamo noi, quarant’anni dopo.

    ANTONIO PICCOLO

    Esempio di Artista Ambivalente

    Sono io, l’uomo della storia accanto, Claudio Baglioni, Premio Lunezia 2003

    Dopo aver visto nel riconoscimento iconico la principale prerogativa della canzone pop e nel rapporto sempre nuovo tra stratagemmi poetici – di forma e/o contenuto – del testo e le sue relazioni con la musica una peculiarità per la canzone d’autore, addentriamoci nell’arte di chi sa creare in questi due mondi, di chi sa essere quindi ambivalente: Claudio Baglioni, in particolare nell’album Sono io, l’uomo della storia accanto, opera vincitrice del Premio Lunezia 2003.

    L’aspetto pop è garantito sin dai temi trattati da Baglioni: canzoni come Mai più come te o Tutto in un abbraccio rappresentano delle chiare manifestazioni riconoscibili di un artista che ha da sempre saputo cantare l’amore, lo struggimento per una storia finita, le curve dell’emozione in tutte le sue sfaccettature. Baglioni per molti è “il cantore dell’amore” e con questi brani ripropone la sua icona, sicuro di arrivare immediatamente e di essere riconosciuto, in brani che, fra l’altro, hanno ritornelli aperti in cui la voce di Baglioni si può estendere in tutta la sua potenza, creando immediata individuazione del suo stile, oltre che dei suoi temi.

    Di contro, nell’album sono presenti brani come Quei due o Patapàn, prove inconfutabili di una assoluta capacità autoriale e artigianale di creare arte dinamica – il contrario della ricerca statica dell’icona, si badi bene – sfruttando le possibilità armoniche e melodiche della canzone d’autore, unite a stratagemmi poetici. Prendiamo un pezzo come Patapàn: è una canzone in cui l’autore ricorda il padre e il “patapàn” vuole riproporre il suono onomatopeico di un fantomatico cavallo su cui il bimbo-Baglioni si immaginava in groppa, nelle passeggiate col padre in campagna. Il brano inizia con strofe introdotte da un ricordo, ma la situazione è di presente e un basso ostinato di tonica rappresenta una cosciente impossibilità di spiccare il volo, di malinconia sottopelle. Questa situazione rimane intatta fino al ponte che prepara al ritornello: l’armonia si muove per la prima volta decisamente con l’apertura di una accordo pieno di sesta minore, di chiara risultanza dinamica dopo la precedente e voluta monotonia; è un momento cruciale perché per la prima volta ci si stacca dall’ossessione del basso di tonica, dall’atmosfera di ricordo malinconico e ci si muove: è questo un puro esempio di inscindibilità fra parole e musica, quindi di suprema arte musical-letteraria; si sciolgono le briglie della musica e da qui parte una serie di ripetizioni della parola “patapàn”, come in galoppo.

    E non è tutto: nell’infinita successione dei vari “patapàn” – mirabilmente eseguita da una voce “ritrovata” -, Baglioni si libera completamente della sensazione terrena. Oramai è al galoppo e supera l’ “Oltre” per mezzo di questo cavallo; la musica galoppa insieme al testo in una successione di accordi che fanno da contraltare – come già detto – alle strofe monotone. Magicamente e dopo questo climax ascendente, l’io poetico si trova di fronte il padre e lo saluta in tono del tutto familiare e la musica non può che cambiare ancora in un imprescindibile rapporto col testo: dopo la scossa già citata data dalla sesta minore si passa alla sesta maggiore, un accordo luminoso, abbacinante, un cambio di tonalità prepotente dopo un galoppo che acquisiva sempre maggiore fiducia di sé. In quel posto ci sono “strade di sentieri bianchi” (forse il “sentiero del sole” di Naso di falco, Baglioni, Oltre, 1990), da camminare senza stancarsi mai.

    E patapàn patapàn
    e patapàn patapàn
    e patapàn patapàn
    patapàn patapàn
    patapàn patapàn

    Ciao pa’
    ma quante strade di sentieri bianchi
    e quante ancora e ancora no non siamo stanchi
    lo vedi come corro così veloce
    dietro al tuo fischio e quella voce
    se resti indietro aspetto sotto la croce
    e scoppia il petto e in coppia

    e andiamo avanti
    e patapàn.

    Il figlio Baglioni vuole dimostrare al padre che adesso riesce a correre veloce: “papà guarda come sono bravo” sembra dire ad una figura paterna che sembra quasi assente, proprio come lo sono nel sogno gli oggetti e le persone. D’improvviso però il padre resta indietro e sopraggiunge l’immagine di una croce, l’immagine di morte. Baglioni ripiomba immediatamente in terra, sotto una croce, di fronte alla croce del padre. Ci erano voluti tutti quei patapàn per raggiungerlo, ne basta uno per ripiombare giù: metafora impareggiabile della vita, si torna alla tonalità musicale originale, torna il basso ostinato, ricominciano i ricordi.

    Il brano è anche disseminato di rimandi contenutistici e formali all’universo poetico dello stesso autore, elementi che davvero rappresentano spie di qualcosa “d’autore” – per questo diversi dalle icone del pop, dove l’autore va verso il pubblico costruendo per esso un’icona; qui è il pubblico che va verso l’autore, il quale non fa altro che proporre un proprio modo di comporre -; uno di questi rimandi d’autore è dato ad esempio dai “Ricordi infantili collettivi […]: accenni, versi o parti di versi, che richiamano alla mente situazioni riguardanti l’infanzia e legate alla vita di tutti, collocate nella memoria di ognuno di noi. Sono personali ricordi di circostanze che, verosimilmente, sono state vissute da tutti nella propria puerizia”. [Paolo Talanca, Immagini e poesia nei cantautori contemporanei, Bastogi, Foggia, 2006, p. 15]. Si possono citare passi del tipo “Sul ciglio di un burrone/ tu facevi quella finta/ di una spinta in giù/ ed io ridevo col fiatone” o, soprattutto, il “non poter capire/ perché non è come un tram/ su cui chi si vuol bene/ sale e viaggia e scende giù/ma tutti quanti assieme”, pensiero che accomuna i bambini che si immaginano nel futuro sempre insieme alle persone care o ai familiari, come a Natale … come non succede nella vita.

    PAOLO TALANCA

  • L’Albo d’Oro e la Storia

    L’Albo d’Oro

    2011

    Premio Lunezia Menzione Speciale 2011
    Serena Abrami
    per l’album “Lontano da tutto”

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    La Storia

    Il Premio Lunezia nasce dalle ceneri di Festivalando, un concorso canoro nazionale con sede in La Spezia. Questo concorso (1990-1995) fu il primo in Italia a prevedere un conferimento ai testi delle canzoni.

    La prima edizione del Premio (1996) vede, malgrado l’esordio e la diffidenza di molti, il supporto di Radio Italia solo musica italiana nella figura del direttore artistico Filippo Broglia che crede da subito nell’iniziativa (la scelta delle canzoni da candidare è affidata agli ascoltatori del Network). La serata si svolge in piazza Cavour e trova ampio consenso da parte del pubblico che applaude in piedi le interpretazioni magistrali di Ugo Pagliai e Paola Gassman che recitano i dieci testi dal dopoguerra ad oggi (tra cui “Caruso” di Lucio Dalla e “La donna cannone” di Francesco De Gregori).

    Leggi tutto …

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    • vuoi saperne di più sull’educazione al canto e sui corsi di perfezionamento.

    Su questo Blog, disponibili alle Tue domande e alle Tue considerazioni, saranno il Patron Stefano De Martino, il critico Paolo Talanca, la Direttrice Artistica della Sezione Nuove Proposte Loredana D’Anghera, il giornalista e conduttore televisivo Dario Salvatori e altri referenti delle Commissioni e della redazione del Premio Lunezia

    19 commenti:

    Il Lunezia realizzarà un Cd per beneficenza dopo i fatti alluvionali del suo territorio. Quando uscirà ?
    Sandro

    17 dicembre 2011 at 15:38 Sandro Reply

    Gentile Sandro, l’uscita è prevista intorno alla metà di Febbraio.

    Sdm

    30 dicembre 2011 at 13:42 Premio Lunezia Reply

    Martedì 20 Dicembre 2011 saranno ospiti di Uno Mattina Caffè (Rai Uno), Stefano De Martino (Patron del Premio Lunezia) e Loredana D’Anghera.(Direttrice Artistica del Premio Lunezia Nuove Proposte).
    Il tema del salotto televisivo sarà la storia e la peculiarità culturale del Premio Lunezia, nonchè il recente progetto del CD di beneficenza per la calamità che ha colpito il territorio tosco-ligure.
    Il CD avrà infatti come interprete Loredana D’Anghera, i brani messi a disposizione per questo Album sono di autori della musica italiana che hanno vinto il Premio Lunezia

    20 dicembre 2011 at 00:46 Rosi La Camera Reply

    Gentile Redazione,
    quando si aprono le iscrizioni alla sezione nuove proposte 2012 ?

    Vi ringrazio anticipatamente per la cortese risposta.

    Stella

    20 dicembre 2011 at 21:20 Stella Reply

    Cara Stella,

    ti suggerisco di esplorare il link ” nuove proposte ” e accedere al sottolink “come partecipare” . Ti anticipo che le iscrizioni si aprono il prossimo 9 Gennaio 2012.
    Simona

    30 dicembre 2011 at 13:40 Premio Lunezia Reply

    Gentile Redazione,
    ho letto fra le news il vostro invito a trattare, all’interno di una canzone, il tema dell’eccesso di cronaca nera nei mezzi d’informazione. Mi chiedevo, siccome sono interessato, se tale invito sia valido già per l’edizione “nuove proposte 2012″ o se si tratta di un ambito di partecipazione differente.
    Grazie.

    2 gennaio 2012 at 16:04 Giuliano Reply

    Gentile Giuliano,
    l’argomento è valido anche per l’edizione in arrivo, se ti farà piacere iscriverti sarà sufficiente procedere come per la categoria ” Musicare i Poeti “, inviando un solo brano e specificando la sezione.
    Per qualunque altro chiarimento non esitare a chiamarci allo 0187 708181 ore pomerdiane, o 347 3065739 ore 10.00 – 19.00

    Buon Anno
    Rosi La Camera

    2 gennaio 2012 at 16:38 Premio Lunezia Reply

    Ciao, volevo informazioni..Io scrivo testi, però non creo melodie e non canto, sono un autore e volevo sapere informazioni su tutto, a chi potrei far leggere i miei testi inediti? grazie in anticipo cordiali saluti!

    4 gennaio 2012 at 11:25 Matteo Garzi Reply

    Gentile Matteo, per partecipare alla sezione autori di testo del Premio Lunezia Nuove Proposte non occorre fare sodalizio con chi può musicarli. Ti consiglio di diffondere in vari siti musicali che cerchi compositori per i tuoi testi, puoi farlo con un comunicato preciso anche su questo Blog. L’unico modo di fare leggere i testi alla ns. redazione è iscriversi al Premio Lunezia Nuove Proposte 2012. Vedi link nuove proposte.
    Buon inizio d’Anno e felice 2012. Rosi

    4 gennaio 2012 at 13:03 Premio Lunezia Reply

    2 Gennaio 2012
    Comunicato Stampa

    Premio Lunezia Nuove Proposte 2012

    si riparte il 9 Gennaio

    Come anticipato a Rai Uno il 20 Dicembre scorso a “Uno Mattina”, si conferma la riapertura delle iscrizioni alla Sezione Nuove Proposte del Premio Lunezia a partire dal 9 Gennaio 2012.

    Il mondo della musica italiana attribuisce un credito di merito a chi raggiunge le fasi finali del Premio Lunezia Nuove Proposte, una rassegna d’autore che ha nella paternità della tesi musical-letteraria la sua originalità.

    Il credito di finalista o premiato (sezioni band e cantautori) delle passate edizioni ha documentato il talento, offerto stimoli, relazioni e incoraggiamento, spesso utili a dare vita a nuove collaborazioni e progetti.

    Un credito da spendere che, oltre a ciò, trova quasi sempre la progettualità e l’impegno di strutture e produttori presenti al Festival.

    Per saperne di più e per quanto riguarda l’edizione 2012, Band, Cantautori, Autori di Testo e la categoria ” Musicare i Poeti ” troveranno le info per la partecipazione visitando il sito http://www.lunezia.it link nuove proposte. Mail : premiolunezia@libero.it

    4 gennaio 2012 at 13:11 Rosi La Camera Reply

    Salve, io scrivendo testi,sono autore,quindi potrei partecipare sotto la sezione “autori di testi”?? Consegnando DUE testi insieme alla foto,ai dati e alla ricevuta..giusto? Grazie mille in anticipo!

    4 gennaio 2012 at 19:19 Paolo Reply

    Certo Paolo, il documento di partecipazione richiede 2 testi inediti, che quindi non siano già stati usati per canzoni o abbiano partecipato ad altri concorsi. Per qualunque incertezza non esitare a chiamarci. 0187 708181 – 347 3065739 ore 15.00 – 19.00 . Buon Anno. Simona

    5 gennaio 2012 at 01:54 Premio Lunezia Reply

    Gentile Redazione è possibile avere un vostro numero di telefono x avere info sulle scuole di canto in Liguria?

    9 gennaio 2012 at 01:29 gianni Reply

    Gentile Gianni,
    ecco il numero da chiamare nelle ore pomeridiane dalle 15.00 – 19.00 : 0187 708181.
    Un caro saluto
    Rosi

    9 gennaio 2012 at 01:38 Premio Lunezia Reply

    facebook x
    claraconverti@hotmail.it
    95.238.113.126
    Inviato il 28/01/2012 alle 13:27

    premio per i MODA’. Tanta gioia per chi come me li sostiene. GRAZIE “LUNEZIA”

    29 gennaio 2012 at 00:19 Premio Lunezia Reply

    Comunicato Stampa

    Premio Lunezia Nuove Proposte 2012
    riaperte le iscrizioni

    Come anticipato da Rai Uno il 20 Dicembre scorso a “Uno Mattina”, si conferma la riapertura delle iscrizioni alla Sezione Nuove Proposte del Premio Lunezia a partire dal 9 Gennaio 2012.

    Il mondo della musica italiana attribuisce un credito di merito a chi raggiunge le fasi finali del Premio Lunezia Nuove Proposte, una rassegna d’autore che ha nella paternità della tesi musical-letteraria la sua originalità.
    Il credito di finalista o premiato (sezioni band e cantautori) delle passate edizioni ha documentato il talento, offerto stimoli, relazioni e incoraggiamento, spesso utili a dare vita a nuove collaborazioni e progetti.
    Un credito da spendere che, oltre a ciò, trova quasi sempre la progettualità e l’impegno di strutture e produttori presenti al Festival.

    Per saperne di più e per quanto riguarda l’edizione 2012, Band, Cantautori, Autori di Testo e la categoria ” Musicare i Poeti ” troveranno le info per la partecipazione visitando il sito http://www.lunezia.it link nuove proposte. Mail : premiolunezia@libero.it

    Filippo Broglia
    recmedia Promozione e Comunicazione
    filippo@broglia.biz cell: +39 335 390391

    Rosi La Camera
    Segreteria Stampa Premio Lunezia
    0187 708181 – 347 3065739
    demas@premiolunezia.it

    6 febbraio 2012 at 23:49 Rosi Reply

    Salve volevo sapere se per iscriversi alle nuove proposte come autore del testo bisogna essere iscritti obbligatoriamente in SIAE
    Un caro saluto
    Stefano

    10 febbraio 2012 at 14:42 Stefano Reply

    Gentile Stefano,
    non vì è alcun obbligo di essere iscritti alla Siae per partecipare alla sezione Autori di Testo del Premio Lunezia Nuove Proposte, ciò vale per le liriche presentate e per la Tua persona.
    Cordialità
    Rosi

    10 febbraio 2012 at 14:49 Premio Lunezia Reply

    Sanremo: i testi più belli sono di Bersani e di Erica Mou

    È della canzone Un pallone, di Samuele Bersani, il testo più bello di Sanremo 2012, parola di Lunezia.
    Come ogni anno, gli esperti in “Musical-Letterarietà” del Premio Lunezia hanno infatti espresso la loro opinione su ciò che è dato conoscere nelle ore precedenti al Festival di Sanremo: i testi delle canzoni.
    Secondo Paolo Talanca (responsabile della Redazione Musical-Letteraria del Premio Lunezia) infatti: «Nonostante giudicare solo il testo di una canzone sia come guardare in bianco e nero un film a colori, le parole di Bersani hanno il giusto equilibrio tra la chiarezza del contenuto e la bellezza della metafora poetica. La canzone parla dell’Italia tramite un pallone sgonfio; Bersani ha costruito un testo davvero “d’autore”, con uno stile personale e immagini che si capiscono senza spiegazione, perché comunicano da inconscio a inconscio».

    Interessanti anche il testo di Noemi e quello di Emma. Ancora secondo Paolo Talanca: «Se comunque la canzone di Bersani è poco sanremese, forse il testo di Noemi Sono solo parole (di Fabrizio Moro) è quello più convincente nel contesto festivaliero: parla dell’icona amorosa con un interessante movimento di accumulazione nelle strofe iniziali, che sembrano elencare immagini positive, ma che poi esplodono nella negazione dell’amore e nella citazione di Parole parole di Mina; un testo quindi ben equilibrato tra riconoscibilità e sorpresa artistica. Anche se Emma non è nuova all’impegno sociale, invece, il suo brano Non è l’inferno è da segnalare perché può sfruttare l’effetto sorpresa di un tema impegnato, per un’artista dalla quale ci aspetteremmo comunque una classica canzone d’amore, soprattutto a Sanremo».

    Si unisce al parere della Redazione Musical-Letteraria del Premio Lunezia anche il Patron Stefano De Martino. La Redazione sceglie tra i giovani il testo della canzone Nella vasca da bagno del tempo di Erica Mou, che sembra essere il più strutturato: la canzone è una lunga allegoria con uno svolgimento preciso e delle buone metafore.

    Sara Acerbi
    Segreteria Stampa Premio Lunezia
    demas@premiolunezia.it
    0187 708181 – 347 3065739
    Fax 0187 712567

    13 febbraio 2012 at 16:17 Sara Reply

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    Interprete: Loredana D’Anghera

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