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    Documento di partecipazione valido dal 03/01/2013 al 07/06/2013  per  il  Premio Lunezia Nuove Proposte .

     scarica scheda di iscrizione

           Per l’iscrizione via posta tradizionale proseguire la lettura.

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    Radio Rai 1

    Si conferma la partecipazione di Rai Radio Uno e di Rai News.  La radio ammiraglia della Rai e Rai News daranno spazio ai finalisti del Premio Lunezia Nuove Proposte. L’emittente Rai  farà ascoltare i brani finalisti (band e cantautori) tra le semifinali e le finali (Giugno – Luglio), nonchè, dalla fine del Festival,  i primi 3 brani classificati .   Rai News si occuperà di speciali televisivi sulle tre  serate finali e sulla storia del Lunezia. In programma anche la diretta radiofonica di Rai Radio Uno.

    Band e Cantautori/Autori faranno parte della stessa sezione. Autori di Testo e Musicare i Poeti resteranno due sezioni distinte. 

    Il Premio Lunezia è un consolidato appuntamento della cultura musicale italiana.
    Peculiare anche nella formula dello spettacolo ha coniato e premia il valore Musical-Letterario delle canzoni italiane.

    Nato ad Aulla (MS – 1996) , dal 2001 ha aperto una sezione nuove proposte, dove possono iscriversi Band, Cantautori/Autori, Autori di Testo e dal 2009 un’ altra sezione: “Musicare i Poeti”. Tutte le sezioni non hanno limiti di età. (vedi “News” per sezione Musicare i Poeti).

    Il mondo della musica italiana riconosce un credito di merito a chi raggiunge le finali del Premio Lunezia Nuove Proposte e ancor più ai migliori classificati.

    Fra le opportunità offerte, in passato, alle migliori Nuove Proposte del Premio Lunezia si evidenzia una Compilation, targata Rai Trade e AlfaMusic, dove i prescelti delle edizioni 2003 e 2004 compaiono nello stesso cofanetto con artisti del valore di Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Anna Oxa, Carmen Consoli e molti altri; questi ultimi sono stati vincitori del Premio Lunezia nella sezione Big.
    Nel Luglio 2007 viene prodotta la Seconda Compilation del Premio Lunezia, sempre targata Rai Trade ed Alfa Music , che racchiude i prescelti delle edizioni 2005 e 2006.

    vedi compilation passate edizioni

    In anni più recenti il credito di vincitore del Premio Lunezia Nuove Proposte 2009 ha contribuito a inserire Jacopo Ratini tra i finalisti (sezione nuova generazione) del Festival di Sanremo 2010.

    Per i finalisti e per i vincitori dell’edizione 2013 la direzione artistica conferma il seguente procedere:

    Si procederà ad un pre-ascolto live dei semi-finalisti il giorno 27 Giugno al CIRCOLO
    RICREATIVO CARACCIOLO – VIA F. CARACCIOLO 23/A ROMA  tel . 0639733293
    ZONA PRATI / EROI.    Tale avviso sarà fatto ai semi-finalisti entro il 23 Giugno. Giornalisti e referenti di Rai Radio Uno seguiranno il pre-ascolto live.  Il numero di semi-finalisti andrà in base alla qualità del materiale pervenuto. Il preascolto a Roma dei semi-finalisti riguarda le sezioni Band e Cantautori/Autori, i prescelti delle altre sezioni (Autori di testo e “Musicare i poeti”) verranno direttamente chiamati per le serate finali di Marina di Carrara.

    Per il vincitore assoluto dell’edizione 2013  la produzione del Lunezia si impegna nella promozione radiofonica del brano vincitore facendo capo a preposte e professionali strutture del settore.  Altri referenti di etichette discografiche o produttori, presenti alle serate, si riservano la possibilità di produrre e promuovere il vincitore o altri partecipanti fra i finalisti.

    Il restante documento è valido per le iscrizioni all’edizione 2013 che si svolgerà  il 19 – 20 e 21 Luglio a Marina di Carrara (Ms) .
    Le quote di iscrizione rimangono invariate.

    Le Band, i Cantautori/Autori e gli Autori di testo prescelti nell’ anno 2013 non potranno iscriversi, nella medesima categoria, fino all’ edizione 2015.

    1. Il Premio Lunezia Nuove Proposte è aperto ai musicisti e compositori di testi di qualunque nazionalità, le opere sono ammesse solo in lingua italiana, almeno per l’80% della parte letteraria.
    2. Le spese di viaggio e di soggiorno sono a carico dei partecipanti, salvo offerte diverse che, nel caso, saranno comunicate tramite mail. L’organizzazione offrirà ai finalisti la cena del dopo spettacolo. Per il resto del soggiorno i partecipanti potranno comunque godere di particolari agevolazioni fruendo degli esercizi alberghieri convenzionati. Gli hotel convenzionati saranno comunicati ai selezionati tramite mail.
    3. Il Premio Lunezia Nuove Proposte si articola in quattro categorie/sezioni :
      Premio Band (da due a più componenti) ;
      Premio Cantautori/Autori Solisti  (sezione che ammette la partecipazione anche di interpreti – vedi capitolo)
      Premio Autori di Testi;
      Premio “Musicare i Poeti”.
    4. La domanda d’iscrizione, da scaricare dal sito (scheda di iscrizione), ed il materiale musicale (e/o testi) dovranno essere inviati, con posta prioritaria, entro il  7 Giugno 2013 presso la Segreteria del Premio Lunezia Nuove Proposte sita in Via Roma n°183, 19122 La Spezia, all’attenzione del Signor Stefano De Martino.

    Per tutti farà fede il timbro postale, ultimo timbro valido all’ammissione 2013 il  7 Giugno, le domande che arriveranno con timbro postale successivo al 7 Giugno saranno archiviate per l’edizione 2014.  E’ consigliata la posta ordinaria evitando le raccomandate.  Chi vorrà accertarsi che il materiale sia pervenuto e registrato potrà telefonare al numero 0187 708181 dalle ore 15.00 alle ore 17.00 di tutti i giorni feriali .

    I partecipanti dovranno allegare, inoltre , i seguenti documenti e materiali:

    A) Categoria Band e Cantautori/Autori Solisti: 2 brani inediti, con testi in lingua italiana in CD di buon ascolto.
    Categoria Autori di Testi: 2 Testi inediti in lingua italiana, stampati o battuti a macchina.
    Categoria “Musicare i Poeti”: 1 brano musicalmente inedito.

    Per tutti:
    B) Curriculum vitae con riferimenti telefonici e fotografia.
    C) Fotocopia ricevuta del versamento della quota d’iscrizione.

    Le quote di iscrizione, in nessun caso rimborsabili, sono così definite:
    Band: 62 €
    Cantautori Solisti/Autori/Interpreti: 32 €
    Autori di Testi: 20 €
    Musicare i Poeti: 32 €

    I partecipanti dovranno effettuare il versamento attraverso bonifico bancario intestato a “M.E.C. Music Events Creation” presso UniCredit Banca Spa, Agenzia La Spezia D’Azeglio – C/C 000040332282, ABI 02008, CAB 10702, CIN G; codice BIC UNICRITB 1DD7 -IBAN IT97G0200810702000040332282

    oppure attraverso vaglia postale intestato a: “M.E.C. Music Event Creation” Via XXIV Maggio n° 69, 19124 La Spezia.

    Ciascun partecipante può iscriversi a più premi pagando le relative quote d’iscrizione. L’ascolto del materiale pervenuto sarà giudicato da esperti musicali dell’Organizzazione.

    Il Presidente della Commissione del Premio Lunezia Nuove Proposte è il Sig. Stefano De Martino, Patron del Premio Lunezia, la Direzione Artistica della Sezione Nuove Proposte (Band e Cantautori) è affidata alla Prof.ssa Loredana D’Anghera che è referente e coordinatrice della Commissione giudicatrice.

    5) In base ai giudizi espressi dagli esperti sul materiale pervenuto verranno scelti i partecipanti al Premio Lunezia Nuove Proposte che si svolgerà in due serate nei prossimi 19 e 20 Luglio a Marina di Carrara (Ms).
    I partecipanti prescelti dall’ascolto del materiale pervenuto saranno avvisati telefonicamente entro il 24/06/2012 per partecipare al pre-ascolto live (o prefinali) .

    Il numero dei partecipanti ammessi al Premio Lunezia Nuove Proposte sarà definito in base al materiale pervenuto e alla qualità dello stesso secondo il giudizio della Commissione preposta.

    Sia per la preselezione, sia per i prescelti in sede di spettacolo, i partecipanti prendono atto dell’ inappellabile giudizio della Commissione.

    6) I partecipanti ammessi alle fasi finali del Premio Lunezia Nuove Proposte di ogni categoria (Band, Cantautori Solisti/Autori, Autori di Testi, “Musicare i Poeti”) saranno contattati personalmente dall’organizzazione del Premio a preselezioni concluse. La sezione “Musicare i Poeti” vedrà sul palco direttamente il vincitore.

    Ogni partecipante dovrà presentarsi nella sede, che verrà comunicata in seguito, munito di documento di riconoscimento nel giorno e nell’ora che verranno comunicati dall’organizzazione.

    7) Tutte le esibizioni dei partecipanti selezionati ammessi al Premio Lunezia Nuove Proposte sono aperte gratuitamente al pubblico.

    Per le categorie Band e Cantautori Solisti/Autori l’Organizzazione fornisce una tastiera, una batteria e leggii. Nelle serate finali le esibizioni si effettueranno con base musicale e voce/i rigorosamente dal vivo.

    8 ) La Commissione del Premio Lunezia Nuove Proposte, in collaborazione con i referenti delle case discografiche  e produttori  presenti, sarà preposta alle segnalazioni che stabiliranno le esibizioni più meritevoli .

    Il Vincitore Assoluto, tra Band e Cantautori Solisti/Autori/Interpreti , parteciperà alla serata finale del Premio Lunezia Big, il 21 Luglio 2013  .

    Si prevede anche per la diciottesima edizione del Premio Lunezia la presenza della R.A.I., che divulgherà l’avvenimento in tema di rubriche, notiziari e servizi radiofonici.  Le serate finali a Marina di Carrara prevedono un pubblico in piazza di circa 15.000 persone in tre sere.  I finalisti si esibiranno in uno spettacolo che prevede la presenza di molti big della musica leggera italiana.

    Targhe di riconoscimento verranno assegnate anche ai secondi e ai terzi classificati della sezione Band-Cantautori/Autori (sezione unica) e Autori di Testo.

    9) La partecipazione al Premio Lunezia Nuove Proposte sottintende l’accettazione completa ed incondizionata del presente documento.

    Per ulteriori informazioni contattare i seguenti numeri telefonici:
    0187 712567 – 0187 708181 (Lunezia Uffici – ore 15.00 – 19.00)
    0585 6411 al mattino (Comune di Carrara)
    328 5669549 ( Rosi La Camera)
    lun- ven 328 5669549 – 15.00 -18.00

    Disciplina dei singoli Premi

    Premio Band

    Art.1 Il Premio è aperto ad ambosessi di tutte le età.
    Art.2 Il materiale da proporre all’Organizzazione del Premio e che verrà sottoposto alla valutazione della Commissione preposta per il Premio Lunezia, dovrà essere composto da due brani inediti. La Commissione riserverà attenzione non solo alla qualità musicale, ma anche al contenuto letterario, poetico o originale delle canzoni.
    Art.3 Il numero dei partecipanti alle serate conclusive del Premio Lunezia Nuove Proposte per quanto riguarda il Premio Band sarà definito in base al materiale pervenuto ed alla qualità dello stesso.
    Art.4 I partecipanti ammessi alla kermesse finale del Premio Lunezia Nuove Proposte per la categoria Band verranno contattati personalmente dall’Organizzazione del Premio a preselezioni concluse.
    Art.5 Durante le serate conclusive del Premio Lunezia Nuove Proposte i partecipanti al Premio Band si esibiranno pubblicamente su base con formato a piacere ( DAT, MD, CD ), mentre l’interpretazione canora dovrà essere rigorosamente dal vivo.
    Art.6 La Commissione del Premio Lunezia Nuove Proposte in collaborazione con i referenti delle case discografiche e produttori presenti sarà preposta alle segnalazioni che stabiliranno le esibizioni più meritevoli.
    Art.7 Trofei previsti:
    1° CLASS. –Targa di riconoscimento (in gara con le band anche i cantautori solisti/autori).
    2° CLASS. – Targa di riconoscimento (in gara con le band anche i cantautori solisti/autori).
    3° CLASS. – Targa di riconoscimento (in gara con le band anche i cantautori solisti/autori).

    Produttori e case discografiche presenti si riservano il diritto esclusivo di produzione delle opere finaliste sino al 31/12/2013 e conseguente promozione sul mercato.

    L’organizzazione garantisce ai non prescelti ed ai prescelti comunicazione via e-mail dei risultati delle preselezioni.
    Coloro che non parteciperanno alle serate finali potranno, dal 20 Settembre al 16 Ottobre 2013, richiedere via mail il giudizio espresso dalle Commissioni sul proprio materiale. La scheda di analisi verrà fatta pervenire via mail.

    Il giorno 28 Giugno 2013 si procederà ad un preascolto live dei semi-finalisti al “The Place” di Roma ( Via Alberico II, 27/29 ). Questa fase determinerà i finalisti che accederanno alle serate del Premio Lunezia Nuove Proposte 2013.

    Premio Cantautori/Autori Solisti

    Art.1 Il Premio è aperto ad ambosessi di tutte le età.
    Art.2 Il materiale da proporre all’Organizzazione del Premio e che verrà sottoposto alla valutazione della Commissione preposta per il Premio Lunezia, dovrà essere composto da due brani inediti. La Commissione riserverà attenzione non solo alla qualità musicale, ma anche al contenuto letterario, poetico o originale delle canzoni.
    Art.3 I cantautori/autori che vorranno avvalersi dell’interpretazione di altro o altra cantante potranno farlo comunicandolo sulla domanda di partecipazione: in questo caso prenderà vita la figura dell’interprete.  Alla luce del profilo tematico del Lunezia verrà dato ampio risalto anche all’autore. In caso di produzione l’autore non ha vincoli con l’interprete.
    Art.4 Il numero dei partecipanti alle serate conclusive del Premio Lunezia Nuove Proposte per quanto riguarda il Premio Cantautori/Autori Solisti sarà definito in base al materiale pervenuto ed alla qualità dello stesso.
    Art.5 I partecipanti ammessi alla kermesse finale del Premio Lunezia Nuove Proposte per la categoria Cantautori/Autori Solisti verranno contattati personalmente dall’Organizzazione del Premio a preselezioni concluse.
    Art.6 Durante le serate conclusive del Premio Lunezia Nuove Proposte i partecipanti al Premio Cantautori/Autori Solisti si esibiranno pubblicamente su base con formato a piacere ( DAT, MD, CD ), mentre l’interpretazione canora dovrà essere rigorosamente dal vivo.
    Art.7 La Commissione del Premio Lunezia Nuove Proposte in collaborazione con i referenti delle case discografiche e produttori presenti sarà preposta alle segnalazioni che stabiliranno le esibizioni più meritevoli.
    Art.8 Trofei previsti:

    1° CLASS. – Targa di riconoscimento (in gara con i cantautori/autori solisti anche le band) .
    2° CLASS. – Targa di riconoscimento (in gara con i cantautori/autori solisti anche le band) .
    3° CLASS. – Targa di riconoscimento (in gara con i cantautori/autori solisti anche le band) .

    Produttori e le case discografiche presenti si riservano il diritto esclusivo di produzione delle opere finaliste sino al 31/12/2013 e conseguente promozione sul mercato.

    L’organizzazione garantisce ai non prescelti e ai prescelti comunicazione via e-mail dei risultati delle preselezioni . Coloro che non parteciperanno alle serate finali potranno, dal 20 Settembre al 16 Ottobre 2013, richiedere via mail il giudizio espresso dalle Commissioni sul proprio materiale.  La scheda di analisi verrà fatta pervenire via mail.

    Il giorno 28 Giugno 2013 si procederà ad un preascolto live dei semi-finalisti al “The Place di Roma (Via Alberico II, 27/29). Questa fase determinerà i finalisti che accederanno alle serate del Premio Lunezia Nuove Proposte 2013.

    Premio Autori di Testi

    La Direzione Artistica della Sezione Autori di Testo è affidata al critico Paolo Talanca e al suo Team.

    Art.1 Il Premio è aperto ad ambosessi di tutte le età.
    Art.2 Il materiale da proporre all’Organizzazione del Premio e che verrà sottoposto alla valutazione degli Osservatori preposti per il Premio Lunezia, dovrà essere composto da due testi inediti. Gli Osservatori riserveranno attenzione al contenuto letterario, poetico o originale dei testi presentati.
    Art.3 Il numero dei partecipanti alle serate conclusive del Premio Lunezia Nuove Proposte per quanto riguarda il Premio Autori di Testi sarà definito in base al materiale pervenuto ed alla qualità dello stesso.
    Art.4 I partecipanti ammessi alla kermesse finale del Premio Lunezia Nuove Proposte per la categoria Autori di Testi verranno contattati personalmente dall’Organizzazione del Premio a preselezioni concluse.

    Art.5 Durante le serate conclusive del Premio Lunezia Nuove Proposte i partecipanti al Premio Autori di Testi assisteranno all’interpretazione pubblica del testo da loro presentato da parte di attori professionisti.
    Art.6 Gli Osservatori della sezione Autori di Testi  in collaborazione con i referenti delle case discografiche e produttori presenti saranno preposti alle segnalazioni che stabiliranno i contenuti più meritevoli.
    Art.7 I premi sono i seguenti:
    1° CLASS. –Targa di riconoscimento.
    2° CLASS. – Targa di riconoscimento.
    3° CLASS. – Targa di riconoscimento.
    L’organizzazione garantisce ai non prescelti e ai prescelti comunicazione via e-mail dei risultati delle preselezioni.

    Coloro che non parteciperanno alle serate finali potranno, dal 20 Settembre al 16 Ottobre 2013, richiedere via mail il giudizio espresso dalle Commissioni sul proprio materiale. La scheda di analisi verrà fatta pervenire via mail.

    Premio Musicare i Poeti

    La Direzione Artistica della Sezione “Musicare i Poeti” è affidata al critico Paolo Talanca e al suo Team.

    Anche i non prescelti di questa Sezione potranno richiedere il giudizio sul proprio materiale. La richiesta andrà inoltrata via mail dal 20 Settembre al 16 Ottobre 2013.
    Vedi News per il documento di partecipazione della Sezione “Musicare i Poeti”.

    Contatti:

    premiolunezia@libero.it
    loredana.danghera@alice.it
    demas@premiolunezia.it

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    Sanremo 2013

    Stefano De Martino e Loredana D’Anghera del festival di Lunezia commentano le canzoni in gara a Sanremo con il nostro inviato Paolo Zefferi.

    VEDI VIDEO INTERVISTA »  

     

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    BLOG

    Unisciti al nostro Blog, parliamo di canzoni, delle più belle, delle più brutte, del loro significato, quali vorresti vedere premiate al Premio Lunezia, parliamo di aneddoti sui Big della musica, ma parliamo anche delle Tue canzoni se le scrivi.

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    Elisa

    Premio Lunezia 2005 – Autrice dell’Anno

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    Loredana D’Anghera

    Direttrice Artistica Premio Lunezia Nuove Proposte e Singer della Manifestazione

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    Negramaro

    Premio Lunezia Poesia del Rock 2006 e 2008

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    Vasco Rossi

    Premio Lunezia Poesia del Rock 1999

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    Andrea Bocelli

    Premio Lunezia nel Mondo 2010

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    Ornella Vanoni

    Premio Lunezia Pop d’Autore 2008

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    Claudio Baglioni

    Premio Lunezia 2003 per l’album “Sono io l’uomo della storia accanto”

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    Ivano Fossati

    Premio Lunezia Rock d’Autore 2009

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    Pooh

    Premio Lunezia Pop 2011

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    Laura Pausini

    Premio Lunezia nel Mondo 2007

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    Pivano e De Andrè

    Mi pare che sempre di più sarebbe necessario che invece di dire che Fabrizio è il Bob Dylan italiano, si dicesse che Bob Dylan è il Fabrizio americano.
    (Fernanda Pivano consegnando il Premio Lunezia 1997 a Smisurata preghiera)
    Fabrizio De Andrè
    Premio Lunezia 1997 per il brano “Smisurata preghiera”

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    Niccolò Agliardi

    Premio Lunezia Pop d’Autore 2011 – Niccolò Agliardi con Stefano De Martino

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    Tiziano Ferro

    Premio Lunezia Pop 2009 per il Valore Musical-Letterario dell’Album “Alla mia età”

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    IL PREMIO LUNEZIA SCOPRE E SPIEGA IL VALORE MUSICAL-LETTERARIO DELLE CANZONI ITALIANE

    Per qualunque genere di canzone riteniamo che l’analisi musical-letteraria sia il metodo più giusto e assoluto per decretare la qualità delle canzoni italiane. Lunezia pone attenzione alle canzoni che avranno merito di entrare nell’Antologia della musical-letteratura. Con questo parametro di valutazione nascerà una ” Guida ” alle canzoni più belle secondo gli studi dei nostri esperti : un universo di capolavori che spazierà fra generi e autori di fantastica differenza.

    Stefano De Martino – Autore Premio Lunezia

    Lo studio che segue è stato redatto e sottoscritto dalla Redazione Musical-Letteraria del Premio Lunezia, formata da: Paolo Talanca (Responsabile di Redazione), Gabriele La Porta, Gianmaurizio Foderaro, Giuseppe Benelli, Monsignor Antonio Vigo, Riccardo Boggi, Roberto Sarra, Federica Gentile, Antonio Piccolo, Dario Salvatori, Alessandro Quasimodo, Maria Cristina Zoppa, Pierluigi “Piji” Siciliani, Marina Pratici, Roberto Benvenuto, Emma Sangiovanni, Giuliano Adorni, Stefano De Martino.

    IL VALORE MUSICAL-LETTERARIO

    Questo esclusivo e innovativo parametro – coniato dal Presidente della manifestazione, Stefano De Martino – riconosce nell’unione tra testo e musica un altrettanto esclusivo inscindibile segno, una unità semiotica da valorizzare come “letteratura in musica”, quindi non antologizzabile e licenziabile unicamente come poesia tout court e nemmeno solo come “oggetto musicale”. La canzone così, tutta la canzone italiana, seguendo i dettami di uno dei sei fattori della “Teoria della comunicazione” di Jakobson, trova nell’aspetto musical-letterario l’individuazione del sistema di segni del proprio codice artistico. Chirurgicamente: unire parole e musica crea per il Lunezia un unico segno, l’insieme di questi segni rappresenta il codice musical-letterario.

    Per il Lunezia, in altre parole, la canzone, dato che rappresenta un particolare tipo di comunicazione, non può accontentarsi di essere valorizzata separatamente nell’aspetto letterario o musicale, e il valore di un codice con cui veicolare un messaggio – d’amore, di protesta, di vita quotidiana, non è questo il punto – va riconosciuto secondo i parametri della musical-letterarietà.

    Entrando più nello specifico: questo codice, una volta individuato, sarà degno di avere una autonoma letteratura o, meglio, musical-letteratura; così, quando l’unione di parole e musica sarà immediatamente convincente e celebrata dal pubblico o dagli addetti ai lavori, l’opera entrerà di diritto in un virtuale “Libro della storia della canzone”.

    Quanto una canzone ha il diritto di entrare in questo libro e diventare “musical-letteratura”? Quanto una canzone ha il diritto di entrare nella Storia fino ad essere promossa a “modo di dire” o ad antonomasia? A queste domande risponde il parametro della musical-letterarietà.

    Il livello di musical-letterarietà è uno dei parametri che darà vita, inoltre, a un futuro canone della canzone.

    Aspetto importante è che, in una tale impostazione di valorizzazione, la canzone pop, la canzone d’autore e la canzone rock – tre importanti categorie, ma non le sole – non sono altro che tre generi, nell’accezione semiotica del termine che ne dà, ad esempio, una studiosa come Maria Corti: rapporto tra istanze contenutistiche e organizzazione formale. È il diverso uso del codice, il diverso motivo del suo utilizzo, che fa il genere. Si capisce bene che, in tale universo, i meriti estetici esulano dai parametri artistici soliti, per essere affrontati esclusivamente con il criterio della musical-letterarietà.

    Questi generi diversi non verranno mai confusi, come nella letteratura non si confondono romanzo d’appendice e romanzo psicologico, o come Umberto Eco differenziava “romanzo consolatorio” da “romanzo problematico”, letteratura di consumo da letteratura autentica.
    Per questo, nell’albo d’oro di una manifestazione come il Premio Lunezia, apparirà pertinente vedere autori opposti come Fabrizio De André e Biagio Antonacci, Gianmaria Testa e Laura Pausini.

    Si capisce poi come in fase di creazione artistica un singolo autore possa avvalersi di organizzazioni formali derivanti da generi diversi: è il caso, per esempio, di un artista come Claudio Baglioni, Premio Lunezia 2003, che attinge da stilemi di canzone d’autore o di canzone pop.

    Questi generi verranno celebrati – ciascuno nel proprio ambito, dai propri estimatori del pubblico e della critica – esclusivamente per il loro livello di musical-letterarietà, che il Lunezia si impegnerà sempre a motivare tramite la propria Redazione Musical-Letteraria, formata da critici del settore competenti e preparati, con alle spalle diverse pubblicazioni saggistiche sull’argomento.

    La Redazione del Premio Lunezia ha in programma la pubblicazione di un volume antologico delle canzoni italiane secondo i meriti musical-letterari.

    Essersi concentrati sull’aspetto musical-letterario non è altro che aver fatto ordine nell’ambito della ricerca di parametri più giusti per la valutazione delle canzoni.

    PAOLO TALANCA

     

    La Canzone Pop

    Laura Pausini, Premio Lunezia nel Mondo 2007

    Se una delle principali caratteristiche del pop è la creazione di un’icona riconoscibile che sappia immediatamente provocare nel pubblico un’individuazione, una identificazione, una condizione emozionale subitanea, la canzone pop deve, tramite l’unione di parole e musica, riuscire a tener conto di queste caratteristiche e deve quindi essere modellata da questi motivi fondamentali.

    Il testo deve essere un testo particolare, fresco e di veloce acquisizione, che sappia evitare l’utilizzo di termini inusuali per non spiazzare in nessun modo l’ascoltatore; la musica deve coinvolgere il più possibile con l’orecchiabilità e l’empatia, il tema deve essere a sua volta coinvolgente e deve tirare in ballo anche le esperienze personali di chi ascolta; la voce – forse l’aspetto più importante – deve essere immediatamente identificabile e deve risultare preziosa per il pubblico.

    A tutte queste richieste rispondono positivamente, per esempio, la figura e le canzoni di Laura Pausini. L’artista romagnola valorizza la canzone italiana grazie alle indiscusse qualità canore, al forte livello emozionale dei brani proposti, al coinvolgimento immediato e immediatamente riconoscibile che le sue canzoni provocano nel pubblico.

    Le canzoni di Laura Pausini si inseriscono nel filone della canzone melodica italiana e ne sfruttano tutta la capacità coinvolgente che da sempre la caratterizza, immergendole però nelle sonorità pop che garantiscono loro un riconosciuto respiro internazionale. Pur con temi leggeri come i patemi d’amore adolescenziali delle prime canzoni, si prenda La solitudine per tutte , la voce della cantante diventa un mezzo per esprimere i disagi del male d’amore e dei piccoli drammi giornalieri : nel brano si genera così una forza emozionale, un pathos, che è peculiare esempio del modo in cui la canzone Pop si avvale dell’arte musical-letteraria.

    E ogni volta la voce della Pausini crea una chiara espressione riconoscibile, una icona pop come i lineamenti di Marylin Monroe in una serigrafia di Andy Warhol, sfrutta le medesime caratteristiche: succede questo, in riguardo alla riproposizione dei temi d’amore, di empatia, di rispecchiamento nelle piccole gioie e piccoli dolori che sono i temi cantati da sempre da Laura Pausini.

    Tiziano Ferro, Premio Lunezia Pop 2009

    Su questa scia si inserisce il ‘Premio Lunezia Pop’ vinto nel 2009 da Tiziano Ferro per l’album Alla mia età[1]. Il disco presenta diversi luoghi che rispondono a una icona auditiva da tempo usata e vincente di Ferro. Si prenda il brano Il regalo più grande[2]: qui si ripropone uno stratagemma già vincente in brani del passato come Ti scatterò una foto[3], Ed ero contentissimo[4] o Non me lo so spiegare[5]: la staticità riconoscibile del passo «Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché/ di notte chi la guarda possa pensare a te», dove in un solo accordo viene infilata una serie di versi ritmati e affettati, reiterando la melodia sull’alternanza pervicace di due sole note, sullo stile del famoso «Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare» del brano Non me lo so spiegare, in cui la nota era una: chiaro marchio di fabbrica dell’emozionalità. Spesso, inoltre, questo porta anche a frasi non consequenziali sintatticamente, anacoluti che denunciano l’attenzione dell’autore più sulla resa ritmica del verso che sulla coerenza verbale. L’icona uditiva sopra ogni altra cosa, soprattutto sul rapporto codice-messaggio.

     


    [1] T. Ferro, Alla mia età, EMI, 2008.

    [2] Ivi.

    [3] T. Ferro, Ti scatterò una foto, in Nessuno è solo, EMI, 2006.

    [4] Ivi, Ed ero contentissimo.

    [5] T. Ferro, Non me lo so spiegare, in 111, EMI, 2003.

    PAOLO TALANCA

     

    La Canzone d’Autore

    Smisurata preghiera, Fabrizio De André, Premio Lunezia 1997

    Nella “canzone d’autore” le parole, senza renderle orfane della consapevolezza che solo in quella precisa musica hanno un contesto e il modo di essere date, risultano decisive per l’elemento di scambio di esperienze, sensazioni, concetti che fanno la spola tra autore e ascoltatore per via di stratagemmi che spesso sono propri della poesia: immagini convincenti, figure retoriche, metriche, tratti soprasegmentali fonici e non, sono necessariamente i medesimi della poesia, anche se utilizzati in quel particolare frangente creativo che non può prescindere da quella melodia e successione armonica. Anche quando il dispiegarsi del testo ha un andamento più prosaico e narrativo, in questi autori non manca mai la particolarità intertestuale di un tema caro, una poetica ben riconoscibile, un identificabile modo di creare, comunicare ed esprimersi. Ma la risultanza identificabile non è mai creata modellando la propria produzione al gusto del pubblico, non si va verso il pubblico; l’identificazione è rilevata a posteriori ed investe la cifra stilistica dell’autore e le mille diverse possibili reazioni del fruitore. L’arte e la reazione creata non è mai univoca.
    Queste canzoni permettono, insomma, un rapporto confidenziale e osmotico, di creazione e ri-creazione accuratamente artigianale tra autore e fruitore. Così ci si muove, grazie all’assenza di univocità, si crea vita e, come visto sopra, si rende all’arte artigiana il suo giusto significato.

    PAOLO TALANCA

     

    Possiamo immaginare, schematizzando, la canzone d’autore come contrapposta alla canzonetta commerciale o più dichiaratamente pop. L’intenzione musical-letteraria è dichiaratamente artistica, non di costume, non di mercato, non di identificazione preconcetta. Anche se spesso sa fare costume da vendere e crea identificazione. Ma, ad ogni modo, la spinta dovrebbe essere in primo luogo artistica.

    Il caso di Smisurata preghiera è un caso emblematico di grande canzone d’autore.
    L’ultimo grande capolavoro di Fabrizio De André.

    Ultimo perché tratto dal suo tredicesimo e ultimo album di inediti, Anime salve (1996), la meravigliosa opera scritta a quattro mani con Ivano Fossati, probabilmente tra i dischi più importanti della discografia di entrambi. Un lavoro di rara raffinatezza musical-letteraria, 9 tracce di altissimo profilo musicale e testuale (Princesa, Khorakhanè, Anime salve, Dolcenera, Le acciughe fanno il pallone, Disamistade, Â cùmba, Ho visto Nina volare, Smisurata preghiera) tutte entrate di diritto nella storia della canzone italiana. Musicalmente, Anime salve, può essere forse considerato l’album più ricco di Fabrizio De André in cui, oltre alla sapiente mano di Ivano Fossati, si notano il curatissimo lavoro di arrangiamento di Piero Milesi e la solida formazione composta dai migliori musicisti di canzone che abbiamo in Italia, come ad esempio il batterista Ellade Bandini e il chitarrista Michele Ascolese, ma anche, speciali presenze, Franco Mussida, Riccardo Tesi, i figli di Fabrizio, Cristiano e Luvi, e la moglie Dori Ghezzi.

    Smisurata preghiera è peraltro l’ultima traccia del disco, quasi un congedo definitivo, una summa tematica dell’album tutto e, in un certo senso, dell’intera produzione di De André. Ultimo ne è la parola chiave. Agli ultimi è dedicato Anime salve, agli emarginati, agli “spiriti solitari”, come suggerisce l’etimologia del titolo. Così come i dimenticati, i reietti, tutti quelli che viaggiano “in direzione ostinata e contraria” sono da sempre i soggetti nei quali Fabrizio De André ha scavato con maggiore profondità, con più alta grazia, con impareggiabile capacità descrittiva.

    Di conseguenza Smisurata preghiera è considerata il testamento spirituale di De André. La preghiera smisurata perché enorme, universale, ma anche perché fuori misura, improbabile, la richiesta di un impossibile riscatto da parte del popolo dei “servi disobbedienti alle leggi del branco” che in nome della libertà hanno scelto la strada della solitudine, la strada della diserzione. Tratto e ripensato a partire dalla saga di poesie dello scrittore colombiano Alvaro Mutis su Maqroll Il Gabbiere, il brano si apre con una figura ritmica molto caratterizzante portata dall’ottimo Elio Rivagli sulla quale si appoggia la corposa e cruda voce di Fabrizio, che nell’incipit testuale ritrae le orribili fattezze della maggioranza, “alta sui naufragi”, “china e distante sugli elementi del disastro”, attraverso un’inversione di soggetto e complemento di modo, geniale perché lunghissima, tanto da non risolversi neanche alla fine della prima strofa ma addirittura alla fine della seconda con quel “la maggioranza sta” così interessante da poterci trovare anche il significato che si usa giocando a sette e mezzo del verbo stare. La maggioranza non ha bisogno di nient’altro, “sta”, è sazia, satolla, pur alimentando il peggio, guidando guerre e devastazioni e pur dovendo continuamente autoalimentarsi attraverso “inesauribili astuzie”, “superbie”, “ambizioni meschine” e “millenarie paure”. Il testo continua rincarando la dose, e la musica, di conseguenza, infoltisce la figura ritmica rendendosi maggiormente ostile e plumbea, mentre la voce descrive ulteriormente in che modo la maggioranza sta alla minoranza, ovvero “come una malattia, come una sfortuna, come un’anestesia, come un’abitudine”.
    A questo punto si chiude nettamente la prima parte, descrittiva, e si passa nel secondo blocco all’invocazione vera e propria, alla preghiera rivolta direttamente al Signore. E, alzando il tiro, alzando lo sguardo al cielo, alzando il livello da quello bassissimo della scandalosa maggioranza fino all’altissima grazia di chi “tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità”, non poteva che alzarsi anche la tonalità del brano, esattamente di un tono, esattamente in un magistrale esempio di arte musical-letteraria. Ancora un preludio alla richiesta vera e propria con una descrizione dell’obiettivo della preghiera, ovvero, gli ultimi, appunto, fino ad arrivare al luminosissimo, purissimo finale, la chiusura di un cerchio, il finale di una canzone come il finale di un’intera poetica, il finale di una vita per l’inizio di un riscatto: “non dimenticare il loro volto, che dopo tanto sbandare è appena giusto che la fortuna li aiuti, come una svista, come un’anomalia, come una distrazione, come un dovere”. A suggellare la preghiera una lunghissima coda strumentale che va via diradandosi fino a toccare i 7 minuti e qualche secondo. A chiudere il brano, a chiudere il disco, a chiudere un’opera quasi quarantennale.

    L’ultimo smisurato capolavoro di Fabrizio De André.

    PIERLUIGI ” PIJI ” SICILIANI

     

    Max Manfredi, Premio Lunezia Canzone d’Autore 2009

    Altro caso di ‘Premio Lunezia Canzone d’Autore’ più recente è quello di Max Manfredi nel 2009 per il disco Luna persa[1]. Sfruttando l’unisona compenetrazione di testo-melodia-armonia, si può citare dall’album un brano come Il regno delle fate che, per esempio, si serve di un andamento dondolante della melodia e del suo ritmo, che stordisce, per descrivere con taglio cinematografico la realtà di un viaggio in treno, fino a sfociare agilmente in una situazione apocalittica e in una meta-realtà.  D’altra parte, in ogni verso il movimento dell’armonia che indugia a piacere sull’accordo di V grado rende l’idea di completa libertà, che cozza decisamente con la gabbia metrica costruita nel brano. Tutto questo perché Manfredi non costruisce una canzone a seconda di ciò che potrebbe piacere, ma usa gli elementi – gradevolezza, spigoli, lento o veloce etc. – in maniera del tutto funzionale a ciò che vuole dire e, chiaramente, viceversa. Si prendano brani come Aprile o quello che dà il titolo all’album: Luna persa.  In Aprile una musica sofferta veicola una parte del testo in cui i patemi dell’amore rendono il mondo confuso, perso, tormentato; tutto questo fino ai versi «Ma è aprile, si sente che c’è il sole/ fate presto, bambine, finché è aprile», passo più orecchiabile e arioso, in cui l’amore chiede di aprirsi al mondo: però per l’ennesimo inganno .  In Luna persa, d’altro canto, tramite un ritmo singhiozzante, ma che cambia in uno pseudo-ritornello, si vuole esorcizzare la facilità di una melodia accattivante in un’epopea lirica di dodici minuti.  Manfredi sembra proporre un’alternativa umana al linguaggio della pubblicità; è un mondo di antieroi desolanti e spietati – santa etimologia! –, che si muovono in maniera frantumata ed evitano accuratamente i clamori dell’apocalisse, su cui di certo qualche pubblicitario provvederebbe a speculare. Tutto questo è un esempio magistrale dell’arte musical-letteraria, che sembra essere non consumabile nella logica di un 3×2.

    Da qui deriva una differenza fondamentale, forse la più importante tra pop – che abbiamo visto poco sopra per Laura Pausini e Tiziano Ferro – e canzone d’autore: quella tra icona e poetica.

    L’icona è presente nel pop ed è l’immagine che viene fuori dal rapporto tra codice, contesto e destinatario: vede nella propria ripetizione – e nell’indispensabile riconoscimento – ogni volta consumata, la fine e il fine stesso del proprio ruolo.

    La poetica è presente nella canzone d’autore e viene fuori dal rapporto tra mittente, codice e messaggio: vede la ripetizione non nel messaggio in sé ma soprattutto nel modo di essere veicolato, creando ripetizione in ogni momento fruita[2], non consumata, che perciò si rigenera ogni volta in forme diverse e – a ben vedere – dribblando ‘scientemente’ l’essenza stessa della ripetizione.  Non è l’azione del ripetere ad essere imprescindibile, ma la traduzione, tramite lo stesso messaggio o tramite messaggi diversi. 

    La canzone d’autore non cerca l’icona riconoscibile ma obbedisce a uno stile personale, a una poetica. Insomma: l’icona (CANZONE POP) è la scelta giusta e che funziona, che si ripete in quanto giusta; la poetica (CANZONE D’AUTORE) è una scelta personale tra le tante possibili, che si ripete in quanto proprio modo di fare.

     PAOLO TALANCA



    [1] M. Manfredi, Luna persa, Ala Bianca/Warner, 2008.

    [2] Per la differenza tra ‘fruire’ e ‘consumare’ in quest’ambito cfr. P. Talanca, Cantautori novissimi. Canzone d’autore per il terzo millennio, Bastogi, Foggia, 2008, p. 12.

     

    La Canzone Rock

    Sulla mia strada, in Miss Mondo, Luciano Ligabue, Premio Lunezia 2000

    Senz’altro riconducibile a moltissime soluzioni formali, la canzone rock si rende però immediatamente riconoscibile per la sua precisa esplosione di aggressività, intesa come liberazione, sollievo, magari riscatto. All’origine una branca del blues, ne semplifica i ritmi e tende a schematizzarli, per lasciare spazio ad una fluidità che permetta di sfogare meglio l’insita necessità di ribellione (dunque suoni elettrici, spesso distorti, affiancati da un canto difficilmente pulito e magari urlato).

    Accostabile alla cultura beat e a molti movimenti conflittuali specie degli anni ’60, la canzone rock più tipica mantiene nel tempo l’idea forte di un’anti-convenzionalità, anche se non circoscrivibile ad un ambito politico, anzi più vicina ad argomenti sociali, anche per quanto riguarda i rapporti interpersonali. Si condensano dunque parallelamente una musica elettrica ed un testo altrettanto elettrico, che nella maggior parte dei casi – partendo da una vera e propria sofferenza interiore – esprime una rivendicazione di libertà, magari di identità, o forse persino di leggerezza.

    L’opera di Luciano Ligabue – come qualunque altra forma di rock – assorbe esperienze diverse tra loro, dal beat italiano a quello americano, dal rock&blues fino alle più recenti forme di rock, senza tenere conto del legame (perlomeno affettivo) che ha con la canzone d’autore italiana. Tuttavia, sono rintracciabili alcune delle linee guida indicate: una sofferenza dovuta alla precarietà del proprio ruolo (come uomo, non come artista) nella società; attaccamento al viaggio e al vagabondaggio tipicamente beat (temi come le strade, le autostrade, le automobili e persino i caselli ricorrono nella sua opera); la rivendicazione di un’identità forte e precisa nel continuo riferimento alle sue origini geografiche; una voce arrochita e incattivita dal proprio malessere. Un esempio abbastanza rappresentativo, a questo proposito, è riscontrabile nel brano Sulla mia strada, di evidente e voluta semplicità formale, che ad un intreccio di chitarre elettriche e un ritmo elementare ma coinvolgente, affianca tematicamente una forte dichiarazione di coerenza. Dopo aver elencato come gli altri – la collettività, la società – desiderano che sia, l’io lirico (in questo caso giustificatamente identificabile con l’autore stesso), ha un moto di ribellione, su un ritmo che decelera prima di risalire ed esplodere nel ritornello-dichiarazione, un momento di efficace espressione musical-letteraria: “di’ un po’: te come ti vogliono?”. Dunque, ecco la ribellione e l’attaccamento alle proprie radici (geografiche e culturali, non a caso espresse dall’immagine della strada, la propria):”sono vivo abbastanza / per di qua / comunque vada / sempre sulla mia strada”. Una sorta di che colpa abbiamo noi, quarant’anni dopo.

    ANTONIO PICCOLO

     

    Esempio di Artista Ambivalente

    Sono io, l’uomo della storia accanto, Claudio Baglioni, Premio Lunezia 2003

    Dopo aver visto nel riconoscimento iconico la principale prerogativa della canzone pop e nel rapporto sempre nuovo tra stratagemmi poetici – di forma e/o contenuto – del testo e le sue relazioni con la musica una peculiarità per la canzone d’autore, addentriamoci nell’arte di chi sa creare in questi due mondi, di chi sa essere quindi ambivalente: Claudio Baglioni, in particolare nell’album Sono io, l’uomo della storia accanto, opera vincitrice del Premio Lunezia 2003.

    L’aspetto pop è garantito sin dai temi trattati da Baglioni: canzoni come Mai più come te o Tutto in un abbraccio rappresentano delle chiare manifestazioni riconoscibili di un artista che ha da sempre saputo cantare l’amore, lo struggimento per una storia finita, le curve dell’emozione in tutte le sue sfaccettature. Baglioni per molti è “il cantore dell’amore” e con questi brani ripropone la sua icona, sicuro di arrivare immediatamente e di essere riconosciuto, in brani che, fra l’altro, hanno ritornelli aperti in cui la voce di Baglioni si può estendere in tutta la sua potenza, creando immediata individuazione del suo stile, oltre che dei suoi temi.

    Di contro, nell’album sono presenti brani come Quei due o Patapàn, prove inconfutabili di una assoluta capacità autoriale e artigianale di creare arte dinamica – il contrario della ricerca statica dell’icona, si badi bene – sfruttando le possibilità armoniche e melodiche della canzone d’autore, unite a stratagemmi poetici. Prendiamo un pezzo come Patapàn: è una canzone in cui l’autore ricorda il padre e il “patapàn” vuole riproporre il suono onomatopeico di un fantomatico cavallo su cui il bimbo-Baglioni si immaginava in groppa, nelle passeggiate col padre in campagna. Il brano inizia con strofe introdotte da un ricordo, ma la situazione è di presente e un basso ostinato di tonica rappresenta una cosciente impossibilità di spiccare il volo, di malinconia sottopelle. Questa situazione rimane intatta fino al ponte che prepara al ritornello: l’armonia si muove per la prima volta decisamente con l’apertura di una accordo pieno di sesta minore, di chiara risultanza dinamica dopo la precedente e voluta monotonia; è un momento cruciale perché per la prima volta ci si stacca dall’ossessione del basso di tonica, dall’atmosfera di ricordo malinconico e ci si muove: è questo un puro esempio di inscindibilità fra parole e musica, quindi di suprema arte musical-letteraria; si sciolgono le briglie della musica e da qui parte una serie di ripetizioni della parola “patapàn”, come in galoppo.

    E non è tutto: nell’infinita successione dei vari “patapàn” – mirabilmente eseguita da una voce “ritrovata” -, Baglioni si libera completamente della sensazione terrena. Oramai è al galoppo e supera l’ “Oltre” per mezzo di questo cavallo; la musica galoppa insieme al testo in una successione di accordi che fanno da contraltare – come già detto – alle strofe monotone. Magicamente e dopo questo climax ascendente, l’io poetico si trova di fronte il padre e lo saluta in tono del tutto familiare e la musica non può che cambiare ancora in un imprescindibile rapporto col testo: dopo la scossa già citata data dalla sesta minore si passa alla sesta maggiore, un accordo luminoso, abbacinante, un cambio di tonalità prepotente dopo un galoppo che acquisiva sempre maggiore fiducia di sé. In quel posto ci sono “strade di sentieri bianchi” (forse il “sentiero del sole” di Naso di falco, Baglioni, Oltre, 1990), da camminare senza stancarsi mai.

    E patapàn patapàn
    e patapàn patapàn
    e patapàn patapàn
    patapàn patapàn
    patapàn patapàn

    Ciao pa’
    ma quante strade di sentieri bianchi
    e quante ancora e ancora no non siamo stanchi
    lo vedi come corro così veloce
    dietro al tuo fischio e quella voce
    se resti indietro aspetto sotto la croce
    e scoppia il petto e in coppia

    e andiamo avanti
    e patapàn.

    Il figlio Baglioni vuole dimostrare al padre che adesso riesce a correre veloce: “papà guarda come sono bravo” sembra dire ad una figura paterna che sembra quasi assente, proprio come lo sono nel sogno gli oggetti e le persone. D’improvviso però il padre resta indietro e sopraggiunge l’immagine di una croce, l’immagine di morte. Baglioni ripiomba immediatamente in terra, sotto una croce, di fronte alla croce del padre. Ci erano voluti tutti quei patapàn per raggiungerlo, ne basta uno per ripiombare giù: metafora impareggiabile della vita, si torna alla tonalità musicale originale, torna il basso ostinato, ricominciano i ricordi.

    Il brano è anche disseminato di rimandi contenutistici e formali all’universo poetico dello stesso autore, elementi che davvero rappresentano spie di qualcosa “d’autore” – per questo diversi dalle icone del pop, dove l’autore va verso il pubblico costruendo per esso un’icona; qui è il pubblico che va verso l’autore, il quale non fa altro che proporre un proprio modo di comporre -; uno di questi rimandi d’autore è dato ad esempio dai “Ricordi infantili collettivi […]: accenni, versi o parti di versi, che richiamano alla mente situazioni riguardanti l’infanzia e legate alla vita di tutti, collocate nella memoria di ognuno di noi. Sono personali ricordi di circostanze che, verosimilmente, sono state vissute da tutti nella propria puerizia”. [Paolo Talanca, Immagini e poesia nei cantautori contemporanei, Bastogi, Foggia, 2006, p. 15]. Si possono citare passi del tipo “Sul ciglio di un burrone/ tu facevi quella finta/ di una spinta in giù/ ed io ridevo col fiatone” o, soprattutto, il “non poter capire/ perché non è come un tram/ su cui chi si vuol bene/ sale e viaggia e scende giù/ma tutti quanti assieme”, pensiero che accomuna i bambini che si immaginano nel futuro sempre insieme alle persone care o ai familiari, come a Natale … come non succede nella vita.

    PAOLO TALANCA

     

  • L’Albo d’Oro e la Storia

    L’Albo d’Oro

    2011

    Premio Lunezia Menzione Speciale 2011
    Serena Abrami
    per l’album “Lontano da tutto”

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    La Storia

    Il Premio Lunezia nasce dalle ceneri di Festivalando, un concorso canoro nazionale con sede in La Spezia. Questo concorso (1990-1995) fu il primo in Italia a prevedere un conferimento ai testi delle canzoni.

    La prima edizione del Premio (1996) vede, malgrado l’esordio e la diffidenza di molti, il supporto di Radio Italia solo musica italiana nella figura del direttore artistico Filippo Broglia che crede da subito nell’iniziativa (la scelta delle canzoni da candidare è affidata agli ascoltatori del Network). La serata si svolge in piazza Cavour e trova ampio consenso da parte del pubblico che applaude in piedi le interpretazioni magistrali di Ugo Pagliai e Paola Gassman che recitano i dieci testi dal dopoguerra ad oggi (tra cui “Caruso” di Lucio Dalla e “La donna cannone” di Francesco De Gregori).

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